Che cosa saresti disposto a fare per rispettare i canoni di bellezza imposti dalla società?
È a questa semplice quanto controversa domanda che la serie The Beauty cerca di dare risposta.
Un farmaco – la Beauty, appunto – è in grado di donare bellezza e gioventù a chiunque lo assuma, attraverso una vera e propria trasformazione che ne cambia completamente i connotati.
Un prodotto, sulla carta, troppo bello per essere vero.
E, infatti, le conseguenze e i possibili effetti collaterali rischiano di essere davvero atroci. Ne varrà davvero la pena?
Byron Forst: il dio della Beauty
Alla corsa per la bellezza a tutti i costi si aggiunge l’argomento del vile denaro. Se hai tra le mani la formula per realizzare i desideri di bellezza di ogni essere umano sulla terra, perché non sfruttarla per diventare vergognosamente ricco? È la stessa cosa che pensa Byron Forst, magistralmente interpretato da Ashton Kutcher. Byron ci viene presentato come un riccone senza scrupoli, una sorta di cattivo della storia. Lui è il proprietario della Beauty e il responsabile del suo lancio sul mercato. Il farmaco, però, gli sfugge dalle mani e comincia a circolare liberamente in una forma grezza e ancora più pericolosa. Per fermarlo, Byron è disposto a tutto.
È proprio Byron il personaggio che mi è piaciuto di più nella serie. Viene presentato poco alla volta, come se scavassimo piano piano sempre più a fondo nel suo intimo, nel suo vero io. Ritengo, inoltre, che sia il personaggio più completo e con una maggiore evoluzione. Come ho già detto, Ashton Kutcher ha fatto un ottimo lavoro. Siamo abituati a vederlo in commedie romantiche, in ruoli a volte anche un po’ stupidi – soprattutto all’inizio della sua carriera. Qui è, forse, la prima volta che recita in un ruolo così complesso e a tratti anche oscuro.
The Beauty: il cast stellare della serie di Ryan Murphy
Ashton Kutcher, però, non è da solo. Tutto il cast è di alto livello e il giocare tra una versione pre e una post Beauty permette di ampliare notevolmente la lista di nomi.
Così troviamo Vincent D’Onofrio, preso in prestito solo per un paio di flashback, perfettamente coerente nelle movenze e nell’atteggiamento con la sua controparte post-Beauty o Rebecca Hall e Jessica Alexander che condividono il ruolo dell’agente Jordan Bennett.
Tra loro spicca Evan Peters, il cui personaggio, l’agente Cooper Madsen, viene presentato quasi in contrapposizione a Byron Forst, in una sorta di gioco tra bene e male i cui confini, tuttavia, diventano sempre più labili.
Inseguire la bellezza a ogni costo è davvero la cosa giusta da fare?
Un cast d’eccezione, sì, ma che funge da tramite per un messaggio potente, inciso a sangue sulla carne della trama, una domanda filosofica che Ryan Murphy lancia al pubblico: quanto pesa davvero la bellezza nella società moderna? E quanto è eticamente corretto inseguirla a ogni costo?
Il discorso finale di Franny, la moglie di Byron, invita a rimettere tutto in prospettiva e apre gli occhi al marito quanto allo spettatore. Perché cancellare ciò che siamo, il nostro vissuto, pur di apparire come la società vorrebbe che fossimo? Perché tu, spettatore, vuoi ricorrere alla chirurgia estetica, rischiando di perdere te stesso?
I maggiori punti di riflessione vengono dati dai personaggi più piccoli. Da Clara, transgender intrappolata in un corpo che non sente suo, e dal piccolissimo personaggio di Bella, posta quasi sullo sfondo, una storia tra mille, un’adolescente che, come tale, è in conflitto con il proprio corpo, come lo siamo stati tutti a un certo punto della nostra vita. Un personaggio in cui ti puoi facilmente identificare e che ti colpisce allo stomaco con brutalità.
Una serie forte, ma da guardare
The Beauty non è una serie per tutti. Ha dei tratti horror anche molto splatter che, però, sono ben contestualizzati nella storia. Il sangue rafforza la brutalità del messaggio veicolato dalla serie, ci rappresenta visivamente ciò che può accadere alle nostre anime, al nostro io. Più la ricerca della bellezza è disperata, più le conseguenze possono essere letali per la vita di chi la cerca, più la scena si fa cruenta. E non è affatto un caso che tra le immagini più forti compaia proprio quella dell’adolescente Bella, perché a quell’età, l’imposizione di canoni di bellezza difficili da raggiungere può avere effetti devastanti sulla psiche.
Personalmente, pur non essendo fan del genere, ho adorato questa serie. E vi consiglio di fare uno sforzo – di stomaco – e darle una possibilità. Ne varrà la pena.




