Dalla penna di Emanuele Bompadre, Ok Boomer: Storia di un’incomprensione linguistica è un saggio di sociolinguistica disponibile su Amazon dal 16 agosto.
Ok Boomer: Storia di un’incomprensione linguistica, disponibile il saggio di Emanuele Bompadre

Nel 1996, un ragazzo di quindici anni e un politico di cinquant’anni parlavano, in fondo, la stessa lingua. “Figo”, “gasato”, “pazzesco” arrivavano lentamente, attraverso la televisione e il passaparola nei cortili delle scuole, e chiunque, prima o poi, riusciva a starci dietro.
Oggi non è più così. La velocità con cui il linguaggio cambia ha superato la capacità umana di adattarsi, e il divario non corre più solo tra vecchi e giovani: la stessa Generazione Z si è frammentata al suo interno in micro-generazioni che, a distanza di pochi anni, faticano già a capirsi tra loro. Un ministro con tre milioni di follower su Facebook viene ignorato da un quindicenne qualunque su TikTok. Un politico che prova a parlare “come i giovani” ottiene il risultato opposto: il cringe, il marchio più difficile da togliersi di dosso in tutta la cultura digitale contemporanea.
Ok Boomer attraversa trent’anni di storia linguistica italiana, dagli anni Novanta di Drive In e Albertino fino a TikTok, OnlyFans e l'intelligenza artificiale, per raccontare come si è arrivati a questo punto: l’ingresso lento e digeribile dell’inglese nella lingua di tutti i giorni, l’accelerazione improvvisa portata da internet e dagli smartphone, la nascita di uno slang digitale che pesca sempre più spesso da comunità e culture che quasi nessuno riconosce, gli anziani lasciati indietro da un mondo costruito in una lingua che non parlano, la politica italiana che inciampa gaffe dopo gaffe su piattaforme che non capisce.
Il risultato, oggi, si misura anche nei numeri: quasi la metà dei giovani italiani non vota più.
Non è un libro nostalgico, e non è un manuale per imparare lo slang dei ragazzi. È un’indagine giornalistica su come le parole costruiscono, o distruggono, la possibilità di una società che si capisce ancora abbastanza da potersi governare insieme. E una domanda aperta, per chi lo legge, su quanto tempo ci resti per invertire la rotta.
