Film 04 Ago 2026

Odissea, l’epico film di Christopher Nolan che modernizza il mito dell’uomo che deve tornare a casa. La mia opinione

Odissea - recensione
Sinossi

Dopo la distruzione di Troia, il geniale ma pieno di sensi di colpa re di Itaca, Ulisse (Matt Damon) inizia il suo viaggio attraverso il Mediterraneo per riunirsi con sua moglie Penelope (Anne Hathaway) e suo figlio, Telemaco (Tom Holland). Mentre le caotiche conseguenze della guerra si dipanano, la sua flotta viene catapultata in un’odissea estenuante e surreale piena di avversari mostruosi e divinità manipolatrici. Distruggendo il tempo e la memoria, l’epopea di Christopher Nolan esplora l’impatto psicologico del disturbo da stress post-traumatico e la disperata battaglia di un soldato per tornare veramente a casa.

L’Odissea di Christopher Nolan, ovvero il film delle polemiche. È stato detto di tutto e di più su questa pellicola, ancora prima del suo arrivo nei cinema di tutto il mondo. Si è parlato di Elena nera, dell’armatura di Agamennone, del cavallo, di “Nessuno”… fino a creare perfino polemiche sul nulla, sul personaggio di Achille, che non è neanche presente nel film. Gente che fino all’altro giorno non aveva neppure aperto un libro si è improvvisata filologa e classicista, pronta a brandire le penne e le tastiere in difesa dell’opera di Omero.

Il mio modesto pensiero è che dovremmo smettere di voler a tutti i costi analizzare (e criticare) qualsiasi cosa venga proiettata sul grande e sul piccolo schermo e tornare a goderci la magia del cinema. Perché l’Odissea di Nolan non è un trattato sul mondo al tempo della guerra di Troia, né può essere classificata come un film storico, né tantomeno ha la pretesa di essere una trasposizione fedele parola per parola al poema omerico (in fondo, quale film non si prende qualche libertà nei confronti dell’opera da cui è tratto?).

L’Odissea di Nolan è, in effetti, l’Odissea di Nolan.

È l’interpretazione che Christopher Nolan dà a un poema risalente a quasi tremila anni fa.

Ulisse: un uomo che tenta di tornare a casa

Conosciamo tutti la storia dell’Odissea: dopo aver vinto la decennale guerra contro la città di Troia, gli Achei guidati da Agamennone si preparano a far ritorno a casa. Tra di loro vi è Ulisse, re di Itaca, il cui viaggio verso la fedele moglie Penelope e il figlio Telemaco sarà particolarmente lungo e tortuoso. Ci vorranno altri dieci anni, infatti, prima che Ulisse riesca a tornare a Itaca, da solo, dopo aver perso uno alla volta tutti i suoi uomini.

Nolan non tralascia l’epicità del viaggio di Ulisse, ma si concentra soprattutto sui lati più umani del suo protagonista: sul desiderio di un marito e un padre di tornare a casa e sul senso di colpa di un soldato che sente dentro di sé gli orrori della guerra appena conclusa, orrori che lui stesso ha provocato tramite l’inganno del cavallo.

Odissea - Ulisse

I protagonisti di Christopher Nolan, un legame tra Odissea e Oppenheimer

In questo suo aspetto così umano, Ulisse mi ha ricordato molto un altro personaggio di Nolan: Oppenheimer. Entrambi gli uomini sono vittime del proprio genio, entrambi avvertono il peso delle vite che hanno spezzato con una sola intuizione. Il loro atto di maggiore ingegnosità è anche un punto di svolta che getta il mondo in un’epoca più oscura.

Così le parole cariche di rammarico pronunciate da Ulisse diventano specchio della dichiarazione finale di Oppenheimer nell’omonimo film. In entrambe le epoche, il mondo è cambiato in peggio, e lo ha fatto per le azioni di un solo uomo.

“E se l’Ulisse che conoscevi avesse perso la strada? E se… una notte, in una città sconosciuta, avesse visto cosa che gli facevano pensare che la casa che conosceva non potesse più essere lì. E se… quando ha lasciato la pancia del cavallo e ha aperto i cancelli di Troia, avesse visto dieci anni di rabbia riversarsi in quella città in una notte?
“Abbiamo lasciato loro un regalo, un’offerta di pace, che hanno portato a casa loro. Abbiamo violato tutto ciò che c’è di sacro tra le persone. Ha trasformato una lotta in una caccia. Bruciare le mura di Troia significava bruciare il mondo intero. Inclusa la sua casa.
“E se lo avesse saputo, quella stessa notte, mentre attraversava incendi, anarchia e dolore e in un sussulto di festeggiamenti che seguivano, e se avesse saputo esattamente cosa aveva fatto?”

Odissea - Troia

L’Odissea: una storia valida anche oggi

Nolan ha l’abilità di rendere moderno un racconto vecchio di millenni.

Se Ulisse sottolinea quanto sia insensato attaccare un popolo in pace per ottenere il controllo su uno stretto, è a noi spettatori che sta parlando. Penelope, Telemaco e gli altri Achei ci insegnano la legge di Zeus perché anche oggi possiamo essere ospitali con chi chiede il nostro aiuto. Ancora oggi le mogli aspettano i mariti e i figli aspettano i padri, impegnati in una guerra voluta da chi non si sta neanche sporcando le mani, non è lì tra lo schifo degli escrementi umani, immobile, in attesa della vittoria o della morte.

Non un racconto epico, ma una storia umana

L’umanità di Ulisse viene sottolineata dallo spogliarsi del racconto di tutte le figure epiche e leggendarie. Nell’Odissea quasi non vediamo gli dèi (a parte alcune manifestazioni di Atena), non c’è Achille, non c’è Patroclo, non c’è Ettore, non c’è Paride, non c’è Enea… Menelao viene quasi spogliato della veste del re di Sparta, evidenziando maggiormente i suoi sentimenti da veterano di guerra (il suo racconto dell’inganno del cavallo non è poi tanto diverso dal racconto di un veterano del Vietnam).

Agamennone è l’unica figura che si distacca dal resto. Dipinto come un essere superiore di cui non vediamo mai il volto, il re di Atene si eleva sugli altri re achei, con quella sua corazza nera che non sembra quasi umana e quella sua camminata in cui sembra non toccare terra. Non è un processo volto a esaltare Agamennone, bensì un contrasto che aiuta a evidenziare l’umanità di Ulisse.

Ed ecco che quindi ad Agamennone viene contrapposto Sinone, l’ultimo dei soldati, un ragazzino sacrificabile che non doveva neanche andare in guerra, ingannato dai suoi stessi superiori. Sinone è il vero volto della guerra e proprio Sinone sarà un grosso peso che Ulisse continuerà a portarsi dentro.

“Tu vuoi la pace o la vendetta?”

“Io voglio Ulisse”

Odissea - Penelope

Penelope e la forza delle donne che attendono

L’altro volto dell’uomo che cerca di tornare a casa è chi a casa lo sta aspettando.

Penelope.

La regina di Itaca esce qui dal suo ruolo di contorno e diventa coprotagonista di una storia d’amore che ha bisogno di entrambi gli attori coinvolti per funzionare. La sua fedeltà non è solo uno stigma sociale, ma puro amore e desiderio. Penelope non aspetta Ulisse perché è la cosa giusta da fare, ma perché lo ama e la forza di quell’amore è ciò che la porta a resistere ai proci, agli anziani, persino a Telemaco, spinto dagli impeti di gioventù e lontano dalla saggezza del padre. Penelope è astuta tanto quanto Ulisse ed è proprio la sua scaltra decisione che procurerà al marito l’arma per la sua vendetta.

Anne Hathaway fa un lavoro pazzesco sul personaggio. Riesce a esaltare la potenza di una donna in un periodo in cui le donne non potevano avere potere. Un’interpretazione per cui non mi dispiacerebbe affatto vedere una nomination agli Oscar.

Le musiche dell’Odissea: lo straordinario lavoro di Göransson

Allo stesso modo ritengo che meriti una nomination il meraviglioso lavoro di Ludwig Göransson alle musiche. Strumenti a percussione e a corde che catapultano lo spettatore direttamente a tremila anni fa, ritmi incalzanti che ti catturano durante le scene più concitate… Nulla è lasciato al caso e la musica diventa quasi il narratore della vicenda, il bardo che ci sta raccontando l’Odissea.

Proprio grazie alla musica due delle scene che ho preferito nell’Odissea sono l’attacco a Troia raccontato da Ulisse e la prova dell’arco con la vendetta sui proci. Ma non posso non citare anche l’incontro con le sirene, dove ancora una volta Nolan lavora per contrasto ed è il silenzio a raccontarci il canto.

“Era esattamente come vorresti che fosse, e poi tutto quello che non vorresti aver desiderato. Era il delizioso prurito che vorresti grattare, ma è sotto la pelle e non puoi arrivarci. Quindi da delizioso diventa insopportabile. Te l’ho detto, quello che vuoi di più è quello che meno puoi avere. È quello che avevi già. E che hai perso. Era il canto di tutte le promesse che non ho mantenuto. E che mi ha detto che non voglio tornare a casa veramente.”

Odissea - guerrieri di Itaca

Se cercate un film storico o una trasposizione fedele del poema omerico, allora l’Odissea di Nolan non fa per voi. Ma se volete conoscere di più sulle emozioni dell’uomo dietro al mito, allora preparatevi a immergervi in questa epica pellicola.


Scheda Tecnica
Casa di produzioneUniversal Pictures
PaeseStati Uniti
Anno2026
Durata172 minuti
GeneriEpico, fantastico, azione e avventura
RegiaChristopher Nolan
SceneggiaturaChristopher Nolan
MusicheLudwig Göransson
CastMatt Damon (Ulisse), Tom Holland (Telemaco), Anne Hathaway (Penelope), Robert Pattinson (Antinoo), Zendaya (Atena), Charlize Theron (Calipso), Benny Safdie (Agamennone), Jon Bernthal (Menelao), John Leguizamo (Eumeo), Lipita Nyong’o (Elena di Troia, Clitennestra), Bill Irwin (Polifemo), Samantha Morton (Circe), Himesh Patel (Euriloco), Elliot Page (Sinone)
Voci italianeRiccardo Rossi (Ulisse), Alex Polidori (Telemaco), Domitilla D’Amico (Penelope), Stefano Crescentini (Antinoo), Lucrezia Marricchi (Atena), Claudia Catani (Calipso), Jacopo Venturiero (Agamennone), Simone D’Andrea (Menelao), Stefano Thermes (Eumeo), Chiara Gioncardi (Elena di Troia, Clitennestra), Ilaria Stagni (Circe), Gabriele Sabatini (Euriloco), Gabriele Patriarca (Sinone)
Voto
★★★★★
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