Hazbin Hotel è una serie tv controversa. A tal punto che, all’inizio, sembrava non avermi presa del tutto. Tre giorni e un’intera stagione dopo, mi sono ritrovata a cantare a squarciagola “Veleno” sottopalco durante l’esibizione di Riccardo Suarez al Rock in Roma. Ci metti un po’ a entrare in questo mondo, ma, quando lo fai, ne vieni completamente risucchiato. Perfino quegli elementi che, a primo impatto, sembrano totalmente assurdi, quando poi ci ripensi, dopo un po’ di tempo, a mente fredda, ti accorgi che hanno perfettamente senso nel contesto.
Animazione sì, ma per adulti
Non lasciatevi ingannare dall’animazione: questa non è affatto una serie per bambini. Al contrario, è parecchio sboccata, con temi forti, un linguaggio esplicito e un eccesso di turpiloquio. In fondo, stiamo pur sempre parlando dell’Inferno. Basti pensare che il cliente principale dell’Hazbin Hotel, nonché uno dei personaggi più amati (e il mio preferito in assoluto), è Angel Dust, una pornostar cocainomane. La stessa “Veleno”, forse la canzone più famosa della prima stagione, è in realtà un racconto di abusi sessuali subiti da Angel.
“Tu sei il mio veleno, dammi il tuo veleno. Non posso farne a meno, mi scivola in gola e va giù.”
-Veleno
Charlie e il progetto di redenzione
La storia segue Charlie Stella del Mattino, figlia di Lucifero e Lilith, che apre l’Hazbin Hotel per cercare di redimere le anime dell’Inferno. Un’anima redenta, secondo Charlie, potrà accedere al Paradiso. In questo modo si risolverà il problema della sovrappopolazione dell’Inferno, senza dover ricorrere all’annuale e terribile sterminio. La sua iniziativa sarà supportata dal controverso demone della radio, Alastor, ma a parte lui, Vaggie e pochi altri, non molti sembrano credere nel progetto di Charlie. Di sicuro, non ci crede lo stesso Paradiso.
“Un giorno in mezzo a questa merda ci sarà felicità.”
-Non può finire qui
L’Inferno sulla terra
Attraverso le storie dello staff e degli ospiti dell’Hazbin Hotel, Vivianne Medrano denuncia tutto lo schifo della società attuale: abusi, droghe, gioco d’azzardo, alcolismo, omicidi… Ma l’innata positività di Charlie diventa scintilla di speranza. Charlie dimostra che non è mai troppo tardi per cambiare, per cominciare ad agire per il bene, nonostante gli sbagli che abbiamo commesso nel passato.
Soprattutto, Hazbin Hotel dimostra che non esiste una netta separazione tra bene e male. C’è del marcio perfino in Paradiso, così come si può trovare del bene all’Inferno.
“Tu sei un perdente. Perdonati e sii clemente.”
-Fai schifo, baby
I pro e i contro delle serie
Ci sono alcuni aspetti di Hazbin Hotel che non mi hanno entusiasmato. Ad esempio, il particolare stile dell’animazione. O alcuni personaggi che ho fatto fatica a digerire, come la stessa Charlie o Adamo. La prima è fin troppo positiva, fino a risultare pesante e stucchevole. Per quanto riguarda Adamo, invece, di solito non mi dà fastidio il turpiloquio, ma nel suo caso l’ho trovato veramente eccessivo e mi ha disturbato la visione. Ho apprezzato, invece, la caratterizzazione di altri personaggi, come i già citati Angel Dust e Alastor o, nella seconda stagione, Vox che ritengo abbia avuto un’interessante parabola evolutiva.
E ho apprezzato anche le canzoni. Che sto canticchiando anche adesso mentre scrivo questo articolo. Orecchiabili, entrano subito in testa e sono rese divinamente in italiano grazie all’adattamento di Rossa Caputo e al lavoro delle varie voci.
“Dal cielo presto piomberò. Nessuno io risparmierò. Vendetta dall’alto cadrà. Distruggerà, distruggerà.”
-Vendetta
Hazbin Hotel: stagione 1, 2… e oltre
La seconda stagione mi ha preso più della prima, sia perché cominciamo a vedere i flashback dei nostri protagonisti mentre erano ancora in vita, scoprendo più dettagli sul loro passato e su ciò che li ha portati all’inferno, sia per un maggiore coinvolgimento nella trama, tra l’ascesa di Vox, i problemi all’hotel, lo sconvolgimento in Paradiso e Alastor… Alastor che non si capisce mai bene da che parte stia. Inoltre, ha anche canzoni migliori.
Siamo in attesa della terza stagione che si preannuncia ancora più calda, ancora più infernale.
E io non vedo l’ora!

