Non mi ero resa conto di quanto mi mancasse il mondo di Shadowhunters di Cassandra Clare finché, in cerca di qualcosa da leggere nella mia libreria, non mi è capitato tra le mani questo volume.
Le Cronache dell’Accademia: un agglomerato di storie di Shadowhunters
Le Cronache dell’Accademia è un insieme di racconti che navigano tra presente e passato, i cui protagonisti sono volti già noti o ancora da conoscere del vasto mondo di Shadowhunters. A fare da cornice a tutto ciò c’è la storia di Simon Lewis che, dopo aver perso la memoria alla fine di Mortal Instruments, entra nell’Accademia Shadowhunters, appena riaperta. Lewis vuole diventare un Nephilim, nella speranza che questo lo aiuti a ritrovare quella parte di sé che sembra aver perso per sempre: quella che vuole bene a Clary e ama Isabelle Lightwood.
«Non lasciare che sia qualcun altro a dirti chi sei. Tu sei la fiamma che non può essere estinta. Sei la stella che non si può smarrire. Sei chi sei sempre stato, e questo basta e avanza. Chiunque ti guardi e veda il buio è cieco.»
Nuovi shadowhunters in addestramento
In Accademia, insieme a Simon troviamo altri ragazzi con cui il nostro protagonista fa amicizia. Tra essi spicca George Lovelace, il compagno di stanza di Simon, che diventa per lui una sorta di fratello, una specie di parabatai mancato.
Simon e George insieme imparano a convivere tra la muffa e i topi, ma soprattutto imparano a lottare per un mondo più giusto, un mondo dove gli studenti non sono divisi tra Nephilim e “feccia” ma dove ognuno viene accolto e viene apprezzato per ciò che è, indipendentemente dalla famiglia a cui appartiene.
I pregiudizi e il razzismo nel mondo shadowhunter
Il vero nemico di Simon all’interno dell’Accademia non sono i demoni, non è la minaccia di non sopravvivere all’Ascensione, ma sono i pregiudizi sociali, una mentalità chiusa che solo Simon può sperare di cambiare dall’interno. Perché lui è un Mondano, ma è stato anche un Nascosto, ha subito sulla sua pelle i pregiudizi e, anche ora che è considerato un eroe per ciò che ha fatto durante la Guerra Oscura, non riesce a scollarsi di dosso la sensazione di essere disprezzato.
«Sì, voglio provare a cambiare il mondo come Shadowhunter. Lo voglio davvero. Voglio provare a cambiare il Conclave da dentro. Voglio quel potere particolare per aiutare la gente. Vale la pena di correre il rischio.»
Le Cronache dell’Accademia: un ponte tra diverse generazioni di Shadowhunters
Se, da una parte, facciamo la conoscenza di nuovi personaggi, dall’altra ritroviamo tutti i volti più amati. Come Isabelle, Clary e Jace, Alec e Magnus, Catarina, Tessa e Jem, fino alla famiglia Blackthorn che sarà poi protagonista della successiva trilogia, la Dark Artifices.
Le Cronache dell’Accademia, quindi, non è un volume a sé stante. È un ponte tra ciò che c’è stato e ciò che ci sarà. Chiude delle porte, delle storie lasciate in sospeso, e ne apre altre, creando ganci a cui si aggrapperanno le storie che verranno.
Non è solo un agglomerato di storie, è una narrazione complessa che scava le sue radici nell’essenza della società Shadowhunters e che non dimentica di colpirci sul lato emotivo, di farci ridere, ma anche di farci piangere. Di farci emozionare.
“Essere uno Shadowhunter significava, lo sapeva, essere in intimità con la morte.Ma del resto anche essere uomo.”

