Film 24 Lug 2026

Toy Story 5, il film Pixar che analizza il rapporto delle nuove generazioni con la tecnologia. La mia opinione

Toy Story 5 - recensione
Sinossi

L’arrivo di un giocattolo tecnologico sconvolge l’equilibrio del gruppo. Woody, Buzz e gli altri dovranno affrontare il cambiamento e riscoprire che ciò che li rende speciali è l’amore che donano ai loro bambini.

Toy Story è un film che ha cresciuto un’intera generazione. È uno dei primi film che ricordo di aver visto al cinema, da piccola, per questo sono sempre stata molto legata a questa saga. O, almeno, alla prima trilogia, quella su Andy.

Ammetto di aver recuperato Toy Story 4 dopo un po’ dalla sua uscita al cinema… e, con il senno di poi, credo di aver fatto bene. Ho percepito, da parte di questo quarto capitolo, una sorta di tradimento nei confronti dello spirito della saga. Woody è sempre stato il mentore degli altri giocattoli, colui che ricordava loro come i bambini fossero la cosa più importante di tutte, al punto da cimentarsi in rocambolesche avventure pur di portare i giocattoli dai loro bambini. Non ho mai digerito il fatto che potesse pensare, un giorno, di lasciare il suo bambino per diventare un giocattolo sperduto.

Per fortuna, adesso è arrivato Toy Story 5 che ha cercato di rimediare, in qualche modo, ai problemi di Toy Story 4.

Giocattoli contro tecnologia: la nuova sfida di Toy Story 5

Sin dal suo annuncio, l’idea di base di questo nuovo capitolo mi ha conquistata: i giocattoli contro la tecnologia, il nuovo che avanza, i dispositivi elettronici che risucchiano completamente i bambini, annientando la loro fantasia. E in questo momento storico, con la soglia dell’attenzione di bambini e ragazzi che si accorcia sempre di più, avevamo un disperato bisogno di un film che ci portasse a riflettere su un tema del genere.

Bonnie è cresciuta, ma non ha perso la sua meravigliosa immaginazione, la capacità di vedere oltre la semplice realtà. Nel frattempo, però, tutti intorno a lei si sentono ormai troppo grandi per questo tipo di giochi e preferiscono restare incollati tutto il giorno a uno schermo.

I genitori di Bonnie, preoccupati, decidono di comprare anche a lei un tablet, in modo da non farla escludere dai suoi coetanei.

Parte, quindi, uno scontro tra la squadra dei giocattoli di Bonnie, guidata dallo sceriffo Jessie, e Lilypad, il nuovissimo tablet.

Toy Story 5 - Bonnie

Il diritto di continuare a sognare

Bonnie diventa il simbolo della resistenza della fantasia infantile che, ad oggi, si sta perdendo sempre di più. Ma è anche il simbolo dell’emarginazione tra coetanei. Lei è diversa e il diverso viene escluso, allontanato e, purtroppo, anche preso in giro.

Essere diverso, però, non è una cosa negativa ed è qui che risiede uno degli insegnamenti del film. Bonnie è speciale proprio per questa sua capacità di vedere il mondo con gli occhi della fantasia. In un mondo in cui le menti vengono annebbiate dai dispositivi elettronici, lei trova ancora il coraggio di pensare con la sua testa e di usare l’immaginazione, il dono più prezioso che possiede un bambino.

Chi è che ha il diritto di decidere quando è tempo di mettere da parte i giocattoli?

Nel terzo film, Andy lascia i suoi giochi quando sta andando al college. Lo fa a malincuore e solo perché sa che li sta donando a una persona capace di amarli quanto lui.

Il messaggio più potente del film è appunto quello che non esiste un’età per smettere di giocare. Lasciate che i bambini continuino a fare i bambini finché ne hanno voglia. Ci sarà un tempo, un giorno, per mettere da parte i giocattoli, ma non dobbiamo forzarli in questo. (E se qualcuno vuole continuare a giocare a trenta o quarant’anni, in fondo, che male c’è?)

“La nostra missione su questo pianeta è fare felice un bambino.”

Lo sceriffo Jessie al centro della storia

Passando al micromondo dei giocattoli, protagonista assoluta di Toy Story 5 è sicuramente Jessie. Dal secondo capitolo della saga, Jessie si porta dietro un trauma dovuto all’abbandono da parte di Emily. Qui si ritroverà a dover fare i conti con quella parte di sé, a guarire questa sua ferita e a imparare a fidarsi non solo degli altri giocattoli, ma anche e soprattutto di quei dispositivi che lei vede come nemici.

Jessie ci insegna che la tecnologia non è necessariamente un male. Se usata bene, può diventare un importante alleato.

Toy Story 5 - giochi e tecnologia

Toy Story 5: un film che parla al nostro bambino interiore

Questo film mi ha colpito nel profondo. Mi sono ritrovata catapultata indietro nel tempo e mi sono rivista in Bonnie. Anche io, alla sua età ma anche dopo, ho fatto fatica ad abbandonare il mio lato più infantile. Sono stata costretta a farlo perché ho sentito la pressione da parte dei miei coetanei e, come Bonnie, ho cercato di adeguarmi per non sentirmi esclusa. Con il senno di poi, ormai adulta, mi sono resa conto di ciò che mi sono persa e sono riuscita a riscoprire quei miei vecchi interessi, muovendomi oggi nel campo cosiddetto “nerd” (che adesso è considerato quasi un vanto, mentre allora era motivo di esclusione sociale).

Una riflessione sull’adattamento italiano

Un’ultima riflessione riguarda la versione italiana di Toy Story 5. Disney e Pixar sono famosi per l’abbondante utilizzo di talent, sia nella versione originale dei film sia nel doppiaggio, almeno nel doppiaggio italiano. La saga di Toy Story, poi, è stata da sempre associata alle voci del compianto Fabrizio Frizzi (adesso sostituito da Angelo Maggi) e di Massimo Dapporto. Anche in questo capitolo ci sono nuovi talent a prestare le loro voci ai nuovi personaggi.

Mi è piaciuta molto la performance di Katia Follesa che ha dato la voce a Lilypad, ma devo ammettere di non aver particolarmente apprezzato la campagna di marketing quasi totalmente incentrata sulle figure dei talent, al punto che Disney ha anche spoilerato una parte del film (se viene presentata la voce di un personaggio che non ha mai parlato all’interno della saga, io mi aspetto che a un certo punto comincerà a parlare, venendo meno, così, l’effetto sorpresa).

Non sono contraria, di base, all’utilizzo dei talent nel doppiaggio (ne abbiamo ottimi esempi già in questa saga tra Frizzi, Dapporto, Laurenti e la stessa Follesa), ma devono essere scelti con criterio e con le competenze necessarie per un lavoro del genere. Soprattutto, non serve puntare tutto sui talent per portare la gente al cinema se la qualità del prodotto è alta. 


Scheda Tecnica
Casa di produzionePixar Animation Studios, Walt Disney Pictures
PaeseStati Uniti
Anno2026
Durata102 min
GeneriAnimazione, commedia, avventura, drammatico
Classificazione6+
RegiaAndrew Stenton, McKenna Harris
SceneggiaturaAndrew Stenton, McKenna Harris
MusicheRandy Newman
CastTom Hanks (Woody), Tim Allen (Buzz Lightyear), Joan Cusack (Jessie), Greta Lee (Lilypad), Scarlett Spears (Bonnie), Tony Hale (Forky), Conan O’Brien (Smarty Pants), Benito Antonio Martinez Ocasio (Pizza Cu ‘E Llente), Keanu Reeves (Duke Caboom), Alan Cumming (Bullseye)
Voci italianeAngelo Maggi (Woody), Massimo Dapporto (Buzz Lightyear), Ilaria Stagni (Jessie), Katia Follesa (Lilypad), Luna Tosti (Bonnie), Luca Laurenti (Forky), Federico Basso (Smarty Pants), Sal Da Vinci (Pizza Cu ‘E Llente), Corrado Guzzanti (Duke Caboom), Gianluca Gazzoli (Bullseye)
Voto
★★★★★
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